Crozza ironizza sui francobolli di Urso: da Goldrake a Ramelli la filatelia diventa un caso politico
Negli ultimi anni la filatelia italiana è tornata improvvisamente al centro del dibattito pubblico. Non per rarità milionarie o storiche emissioni del passato, ma per le scelte compiute dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso. Le emissioni commemorative approvate dal ministero hanno infatti acceso fortissime polemiche politiche e culturali, trasformando semplici francobolli in strumenti di scontro sulla memoria storica italiana.
Accanto a emissioni popolari dedicate a personaggi amatissimi dal grande pubblico come Piero Angela, Mike Bongiorno, ai Goldrake o persino ai Pokémon, sono arrivate anche emissioni molto più controverse, legate a figure storiche divisive o comunque inserite in contesti delicatissimi della storia italiana del Novecento.
Il caso più discusso degli ultimi mesi è stato quello del francobollo dedicato a Marilena Grill, giovane ausiliaria della Repubblica Sociale Italiana uccisa nel 1945 a Torino a soli sedici anni. L’emissione, realizzata in occasione della Festa della Donna, ha provocato la dura reazione dell’ANPI, che ha accusato il governo di voler costruire una sorta di “equiparazione storica” tra partigiani e fascisti.
Le polemiche non si sono fermate lì. Negli stessi mesi hanno fatto discutere anche le emissioni dedicate a Italo Foschi, fondatore della Roma ma anche figura storicamente vicina al fascismo squadrista, e a Maffeo Pantaleoni, economista accusato di aver contribuito alla diffusione dell’antisemitismo in Italia attraverso i cosiddetti “Protocolli dei Savi di Sion”. Diversi esponenti politici e associazioni hanno contestato la scelta di dedicare loro emissioni filateliche ufficiali dello Stato italiano.
A riaccendere ulteriormente il dibattito è arrivato poi il francobollo dedicato a Sergio Ramelli, giovane militante di destra ucciso nel 1975 dopo un’aggressione politica durante gli anni di piombo. Durante la presentazione ufficiale dell’emissione, il ministro Urso si è anche commosso ricordandolo pubblicamente.
Secondo i critici del governo, queste emissioni rappresenterebbero un tentativo di “revisionismo storico” attraverso la filatelia. Secondo altri, invece, si tratterebbe semplicemente di ricordare figure tragicamente scomparse senza distinzione ideologica, riconoscendo il dolore umano al di là delle appartenenze politiche.
Le polemiche sono arrivate persino in televisione. Nell’ultima puntata di Fratelli di Crozza andata in onda venerdì scorso, Maurizio Crozza ha ironizzato duramente sulla serie di emissioni filateliche approvate dal ministero guidato da Urso, citando personaggi tra loro distantissimi come Goldrake, i Pokémon, Mike Bongiorno, Sergio Ramelli e Marilena Grill. Nel monologo satirico, Crozza ha scherzato sulle continue polemiche nate attorno ai francobolli commemorativi italiani, trasformando la filatelia in uno dei temi più inattesi del dibattito politico e culturale del momento.
In mezzo a tutto questo, la filatelia italiana vive una stagione insolita. I francobolli, da sempre considerati strumenti di memoria nazionale e specchio della società, sono diventati improvvisamente protagonisti del dibattito culturale e politico contemporaneo. Un fenomeno raro nella storia recente delle emissioni italiane, che dimostra come anche un piccolo rettangolo dentellato possa trasformarsi in un simbolo capace di dividere profondamente l’opinione pubblica.
E mentre le polemiche continuano, una cosa appare evidente: i francobolli italiani non stanno più raccontando soltanto la storia del Paese, ma anche le sue tensioni politiche, culturali e identitarie più attuali.


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