Dal marmo al francobollo: Verona Stone District porta la pietra veronese nella filatelia italiana
Il marmo e la pietra naturale entrano nella filatelia italiana con un francobollo che punta tutto sulla forza delle texture, dei colori e delle geometrie. Il 22 settembre 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, dedicato a Verona Stone District, realtà rappresentativa del distretto industriale veneto specializzato nella lavorazione, trasformazione e valorizzazione della pietra naturale.
A differenza di molte emissioni dedicate alle eccellenze italiane, in questo caso la vignetta non sceglie di raffigurare direttamente un prodotto finito, un edificio o un paesaggio. Il soggetto viene infatti raccontato attraverso una composizione geometrica astratta, ispirata alle forme, alle texture e alle cromie dei marmi e delle pietre naturali lavorate. Al centro emerge il logo “VERONA STONE DISTRICT”, mentre nella parte inferiore compaiono la scritta “ITALIA”, l’indicazione tariffaria B e la dicitura “IPZS – 2026”.
È proprio questa scelta grafica a rendere particolarmente riconoscibile il francobollo. Nell’immagine si susseguono superfici nei toni del beige, del crema, del marrone e dell’ocra, organizzate attraverso triangoli, quadrati e altre forme geometriche. L’effetto richiama immediatamente una serie di lastre di pietra naturale accostate tra loro, quasi a trasformare la stessa vignetta in un piccolo campionario delle diverse superfici e venature del marmo.
Il risultato è una rappresentazione che non si limita a identificare geograficamente Verona Stone District, ma cerca di tradurre in immagini il “saper fare” del distretto, mettendo al centro la materia prima e la sua trasformazione. Secondo la descrizione ufficiale, la composizione vuole infatti esprimere proprio l’identità produttiva del Verona Stone District, indicato come principale polo italiano dedicato alla lavorazione, trasformazione e valorizzazione della pietra naturale.
Anche dal punto di vista filatelico l’emissione presenta caratteristiche interessanti. Il valore è in tariffa B, corrispondente a un prezzo di vendita di 1,30 euro, e viene prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato mediante rotocalcografia in quadricromia. Il francobollo misura 30 × 40 millimetri, con formato di tracciatura di 37 × 46 millimetri. La carta è bianca, patinata neutra, autoadesiva e dotata di imbiancante ottico, mentre la dentellatura è 11 ed è realizzata mediante fustellatura.
Il bozzetto è stato realizzato da Claudia Giusto, il cui lavoro grafico sfrutta proprio la varietà cromatica e materica della pietra per costruire l’immagine del francobollo. La scelta di una composizione geometrica permette inoltre di evitare una rappresentazione puramente illustrativa, trasformando invece le caratteristiche della materia in un vero elemento grafico.
Per i collezionisti c’è anche un dato quantitativo da registrare: il francobollo è stato realizzato in una tiratura di 180.000 esemplari, distribuiti in fogli da 45 valori. Sulla cimosa del foglio è presente la riproduzione monocromatica del logo del MIMIT.
L’emissione arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per il settore della pietra veronese. Il francobollo è stato presentato nell’ambito di Marmomac, la manifestazione internazionale dedicata al marmo e alla pietra naturale che si svolge a Verona. In occasione della presentazione sono stati sottolineati il ruolo delle imprese del distretto e la vocazione internazionale del comparto.
Il nuovo valore postale aggiunge quindi alla serie dedicata alle eccellenze del Made in Italy un settore meno immediatamente associato alla filatelia rispetto all’enogastronomia o alla moda, ma altrettanto rappresentativo della produzione italiana. Verona Stone District porta così su un francobollo non soltanto il nome di un distretto industriale, ma soprattutto l’immagine di una materia che da secoli caratterizza l’architettura, il design e la lavorazione artistica italiana. Un piccolo rettangolo dentellato diventa, in questo caso, una sintesi grafica di marmo, territorio, tecnologia e tradizione produttiva.


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