Enrico Veschi, l’uomo del CAP: un francobollo celebra una figura storica delle Poste italiane

C’è un oggetto che tutti gli italiani utilizzano ancora oggi senza probabilmente chiedersi chi lo abbia ideato: il Codice di Avviamento Postale, le cinque cifre che identificano località e zone del territorio nazionale e che da decenni accompagnano lettere e pacchi. A questa importante innovazione è legato il nome di Enrico Veschi, dirigente delle Poste italiane e grande appassionato di filatelia, al quale l’Italia dedica un francobollo commemorativo in occasione del centenario della nascita. L’emissione è prevista per il 28 agosto 2026, esattamente nel giorno in cui ricorre il centenario della sua nascita.

Nato ad Arcevia, in provincia di Ancona, il 28 agosto 1926, Veschi entrò nell’Amministrazione postale nel 1951 dopo la laurea in Giurisprudenza. Nel corso della sua lunga carriera ricoprì incarichi di crescente responsabilità, arrivando nel 1990 alla carica di Direttore Generale delle Poste e Telecomunicazioni, che mantenne fino al 1993. La sua attività si intrecciò con alcuni dei momenti più importanti della trasformazione dei servizi postali italiani.

Tra i suoi contributi più significativi viene ricordata proprio la progettazione del CAP a cinque cifre, introdotto per rendere più efficiente l’organizzazione e lo smistamento della corrispondenza. Il Codice di Avviamento Postale sarebbe diventato uno degli elementi più riconoscibili della comunicazione postale italiana e il francobollo del 2026 sceglie proprio questa innovazione come uno dei principali elementi narrativi della vignetta.

La composizione grafica è infatti particolarmente interessante per gli appassionati di storia postale. Al centro compare un primo piano fotografico di Enrico Veschi, raffigurato in abito formale. Accanto al suo ritratto sono riprodotti alcuni storici francobolli collegati al CAP, insieme alle caratteristiche numeriche che richiamano il sistema di codifica postale. Sullo sfondo si intravedono ulteriori elementi grafici legati alla storia della posta italiana.

È una scelta significativa perché permette di raccontare Veschi non semplicemente attraverso il suo ritratto, ma attraverso quella che è probabilmente la sua eredità più conosciuta. Il francobollo diventa così contemporaneamente un omaggio a una persona e una piccola testimonianza della storia dell’organizzazione postale italiana. Completano la vignetta la legenda “ENRICO VESCHI”, le date “1926 – 2015”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”. Il bozzetto è firmato da Angelo Merenda.

Il legame di Veschi con la filatelia, inoltre, era particolarmente profondo. Non fu soltanto un alto dirigente dell’Amministrazione postale, ma ebbe un ruolo attivo nella promozione e nella valorizzazione del settore. L’Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale lo ricorda come una figura particolarmente attenta alle problematiche filateliche e alle iniziative espositive. Fu infatti coinvolto nell’organizzazione di importanti manifestazioni internazionali e contribuì alla diffusione della cultura filatelica anche attraverso pubblicazioni e iniziative dedicate alla storia postale.

Questo aspetto rende l’emissione del 2026 ancora più interessante per i collezionisti: un protagonista della storia delle Poste viene ricordato proprio attraverso un francobollo, cioè lo strumento che rappresenta il cuore stesso della sua attività professionale.

Dal punto di vista tecnico, il francobollo ha valore tariffario B ed è realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. in rotocalcografia, utilizzando cinque colori. La carta è bianca, patinata neutra, autoadesiva e dotata di imbiancante ottico, con grammatura di 90 g/m². Il supporto è in carta Kraft mono-siliconata da 80 g/m², mentre l’adesivo è di tipo acrilico ad acqua. Il formato della carta e della stampa è di 40 × 30 millimetri, mentre il formato della tracciatura è di 46 × 37 millimetri. La dentellatura, pari a 11, è ottenuta mediante fustellatura.

I fogli sono composti da 45 esemplari, con la riproduzione monocromatica del logo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla cimosa. Il programma ufficiale delle emissioni conferma inoltre che si tratta di un unico francobollo commemorativo, dedicato a Veschi nel centenario della nascita.

Un elemento da segnalare con attenzione riguarda invece la tiratura: nel comunicato ufficiale del Ministero consultato per questa emissione non viene indicato il numero complessivo di esemplari prodotti. Per evitare di riportare un dato non verificato, è quindi preferibile non attribuire al francobollo una tiratura specifica finché non sarà disponibile una fonte ufficiale che la confermi.

Per i collezionisti di storia postale, l’emissione dedicata a Enrico Veschi presenta quindi un interesse particolare. Non celebra soltanto un alto funzionario pubblico, ma una figura che ha contribuito concretamente all’evoluzione dei servizi postali italiani e che ha mantenuto per tutta la vita uno stretto rapporto con il mondo della filatelia.

Il nuovo francobollo racconta così una storia curiosa: dietro quelle cinque cifre che ancora oggi scriviamo sulle buste c’è anche la storia di un uomo che dedicò gran parte della propria vita alle Poste e alla filatelia italiana. Una ragione in più per guardare questa emissione non soltanto come un nuovo pezzo da aggiungere a una collezione, ma come una piccola pagina della storia postale del nostro Paese.

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Enrico Veschi, l’uomo del CAP: un francobollo celebra una figura storica delle Poste italiane ultima modifica: 2026-08-28T09:48:13+00:00 da Alessandro

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